Palazzo della Comunità di Orta San Giulio

Situato in Piazza Motta, cuore dell`abitato di Orta, è sorto nel 1582; qui veniva esercitato dal Consiglio Generale (composto dai deputati del feudo vescovile) il potere legislativo, oltre che esecutivo, e può perciò essere considerato il simbolo del lungo autogoverno che caratterizzò la comunità della Riviera. Una scaletta esterna collega l`ampio porticato alla grande unica sala del primo piano.Leggi di più

Le pareti esterne dell`edificio sono decorate con gli stemmi di alcuni vescovi di Novara che si succedettero nel governo della regione; la facciata a destra dell`ingresso riporta lo stemma di Orta, accompagnato dalla scritta Hortus Conclusus, a sottolineare sia la collocazione geografica che l`autonomia della Riviera. Il fatto che il palazzo fosse sede del potere legislativo ed esecutivo è evidenziato dalla presenza, sopra la porta, del dipinto di una Donna raffigurante la Giustizia con ai lati due angeli recanti la spada e la bilancia.


Le Meridiane del Palazzotto

Osservando la facciata principale notiamo due quadranti solari, mentre sulla parete ovest, proprio sopra la scaletta d`accesso, se ne vedono le tracce di un terzo. Più comunemente noti con il nome di meridiane, i quadranti sono degli orologi solari che indicano il trascorrere del tempo attraverso il movimento dell`ombra prodotta da uno stilo di ferro, sopra linee variamente numerate. Indicano le ore secondo due tipologie di lettura: una detta delle ore italiche e l`altra detta delle ore francesi o moderne. I primi contano le ore a partire dal tramonto (le ventiquattro coincidono col vespro) e sono detti a ore mobili in quanto il termine di riferimento muta al variare delle stagioni, perciò il mezzogiorno cade a ore diverse durante l`anno. Le ore francesi, invece, partono a conteggiare dalla mezzanotte, come i nostri orologi contemporanei, e il termine di riferimento non varia al mutare delle stagioni, perciò il mezzogiorno cade sempre alla medesima ora. Queste due tipologie appartengono a categorie concettualmente opposte: una legata alla tradizione e al mondo rurale, seguiva le giornate lavorative dei contadini e degli artigiani, l`altra, legata alla circolazione delle idee del XIX secolo generate dal mondo scientifico e industriale che ambiva la precisione e la funzionalità in tutti i campi, prenderà definitivamente il sopravvento con la diffusione degli orologi meccanici.

 

Torre di Buccione

Un castrum duecentesco simbolo dell`indipendenza della Riviera d`Orta.

La Torre di Buccione, Orta S. Giulio

La torre costituisce la parte emergente, e la meglio conservata, di un vero e proprio castello, citato come tale nelle fonti. Costruito verso la fine del XII secolo, il castrum divenne, a partire dalla prima metà del Duecento, l`emblema della libertà

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e della fierezza del piccolo feudo indipendente conosciuto come Università della Riviera di S. Giulio. Gli statuti di questa piccola repubblica guelfa, retta dal Vescovo di Novara, lasciavano ampia autonomia agli abitanti, ma imponevano anche degli obblighi. Tra questi uno dei più sentiti era quello di radunarsi in armi al suono della campana della torre (ora conservata a villa Bossi di Orta) per contrastare eventuali invasori.

L`impianto originario dell`edificio non prevedeva però né la presenza di una campana né tantomeno del tetto, aggiunto nel XIV o XV secolo. È invece probabile che nel recinto superiore del castello esistessero edifici lignei di servizio addossati alla cortina muraria. Ugualmente probabile è la presenza di bertesche lignee sulla torre, con la funzione di consentire una migliore difesa. La torre del resto poteva essere completamente isolata dal complesso grazie al fatto di avere la porta di accesso collocata a sei metri di altezza. L`accesso era possibile grazie a una scala mobile, che poteva essere ritirata nel caso si gli attaccanti fossero riusciti a superare la cortina muraria.

Questa, originariamente munita di spalti, feritoie e camminamento di ronda, chiudeva due cortili interni, di altezza differente, a cui si accedeva solamente attraverso un`ampia piazza muragliata che ancora alla fine del XVII secolo poteva contenere seicento uomini schierati.