Miasino

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MTB Trail Miasino
12.0km - 250m disl - 3.30 h
Pisogno - Americano
2.20km - 60m disl - 0.35 h
Miasino - Pettenasco
3.30km - 200m disl - 0.45 h
Anello Monte Carcegna
3.40 km - 100m disl - 0.55 h

Storia e luoghi di interesse

Miasino (Miasin in piemontese e in lombardo) è un comune italiano di circa 780 abitanti della provincia di Novara in Piemonte.

La parte centrale del territorio comunale è situata su un falsopiano tra le montagne che lo circondano, le frazioni, Pisogno e Carcegna, sono l’una sulle pendici del Monte Formica e separata dal resto dell’abitato dal percorso del torrente Agogna, la seconda si sviluppa in direzione del Lago d’Orta. Il paese è collocato a 479 mt s.l.m.. Anticamente il paese era chiamato Meniasino ed era reputato uno dei più “doviziosi” della riviera orientale del Cusio. Le sue origini sono antichissime come dimostrano i ritrovamenti in un sepolcro dell’età del ferro, in località Campello, fra i quali un vaso in terracotta recante una epigrafe preromana con caratteri nord-etruschi e nella lingua dei leponzi.

La sua storia civile e religiosa si identifica, come attestato dai numerosi documenti di archivio, con quelli della riviera di San Giulio che è stata lungamente e quasi ininterrottamente feudo dei vescovi di Novara. L’importanza culturale, sociale ed economica del paese è testimoniata dalla presenza, fino al XIX secolo, di un collegio a gestione privata per l’insegnamento di lingua latina, grammatica, “umanità” e musica con clavicembalo. Vi erano un seminario “per i piccoli Chierici” e un monastero, fondato nel 1667 da Carlo Francesco Martelli, tenuto fino al 1810 dalle monache di San Francesco di Sales e poi dalle Orsoline

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E’ tra le più grandi chiese del Novarese e misura 45 metri di lunghezza e circa 27 metri di larghezza, misurati alla crociera.

Fu dedicata a San Rocco, il santo protettore dalla peste, originario di Montpellier, per invocare e assicurarsi la protezione dell’abitato dalle pestilenze che ciclicamente giungevano a colpirlo.

L’antica chiesa romanica, di cui non si sa quasi nulla per quanto riguarda l’aspetto, venne ricostruita ex novo a partire dal 1627 su progetto dell’architetto milanese Francesco Maria Richini, e consacrata il 12 luglio 1648 dal vescovo novarese Antonio Tornielli.

La facciata della chiesa, di impronta classicheggiante, rimase per secoli incompiuta ed è stata portata a termine solo nel 1933 dall’architetto miasinese d’adozione Carlo Nigra.

La chiesa possiede notevoli cappelle, quasi tutte risalenti al XVII secolo, allestite grazie alla generosità delle famiglie miasinesi più in vista, come quella dei Martelli.

Pregevoli sono la decorazione a stucchi e dorature, gli affreschi e i dipinti su tela di artisti di primissimo piano come Giovanni Battista Cantalupi (o Cantaluppi), Carlo Cane da Gallarate, Federico BianchiGiulio Cesare ProcacciniGiuseppe ZanattaGiuseppe NuvoloneGiorgio Bonola di Corconio, Andrea Lanzani e il lucchese Pietro Paolini. Molto suggestiva è la grande tela di Stefano Maria Legnani detto il Legnanino, che raffigura il miracolo delle Nozze di Cana.

Splendido è l’altare maggiore barocco con marmi policromi e bronzi cesellati (XVII sec.). Gli stalli lignei del coro (XVII sec.) e il battistero sono un prezioso esempio di scultura barocca.

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Tra i monumenti di rilievo presenti sul territorio del Comune di Miasino, merita citazione d’obbligo Villa Nigra, splendido esempio di residenza aristocratica di campagna, tra le più belle dell’intero Cusio.
In origine Casa Martelli, la Villa è strutturata in tre nuclei, di cui la parte centrale, che prospetta su Piazza Beltrami, risale al tardo ‘500.

Il corpo di fabbrica è del secolo successivo, mentre del ‘700 è l’ala sud, con l’arancera e la torretta, costruita su progetto dell’Architetto G.A. Martelli.
Il restauro successivo venne realizzato all’inizio del secolo dall’Architetto Carlo Nigra, originario di Sartirana Lomellina e divenuto proprietario della Villa che ora porta il suo nome. Dall’anno 2004 la Villa è diventata di proprietà dell’Amministrazione Comunale che ha provveduto a recuperare l’ala sud-ovest che oggi ospita un bar-ristorante, e che ha dato corso al restauro delle splendide facciate affrescate.

Villa Nigra nella stagione estiva è sede di concerti e mostre.

L’oratorio di Santa Maria, situato nel centro di Miasino, fu realizzato all’inizio del XVII secolo. Degne di nota sono le decorazioni novecentesche del Rinaldi, pittore di Ameno (NO).
Da segnalare all’interno una pregevole Natività della Madonna, attribuita a Camillo Procaccini, pittore che operò tra l’altro per il Duomo di Milano.

Realizzato all’inizio del XVII secolo, l’oratorio ha una pianta quadrangolare a navata unica, con porticato a colonne e archi sulla facciata. Le decorazioni di Leopoldo Rinaldi sono successive (fine Ottocento), così come la balaustra in marmo (1910) aggiunta fra il presbiterio e la navata.

Quando si scatenò nel 1630 la terribile pestilenza nel milanese, narrata da Alessandro Manzoni ne “I Promessi Sposi“, che arrivò a colpire anche il territorio cusiano, a fungere da lazzaretto in quei terribili mesi fu proprio l’oratorio di San Carlo, raffigurato anche in una delle grandi e suggestive tele che adornano la chiesa di San Rocco.

Edificata in stile barocco nel ‘500, era all’epoca una semplice cappella che venne completamente trasformata su progetto dell’architetto Biffi nel secolo successivo. Degno di nota l’affresco di Fermo Stella da Caravaggio, raffigurante una “galleria dei Santi”.

La chiesa è dedicata a San Gottardo, come molte chiese e cappelle nelle Alpi centrali visto che fu il patrono preferito dei commercianti. L’intercessione al santo tedesco fu implorata anche contro la febbre, le malattie dei fanciulli, le doglie del parto e contro la grandine.