Ornavasso

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Cortevecchio - Massone
3.50km - 620m disl - 1.50 h
Linea Cadorna - Boden
4.40km - 360m disl - 1.20 h
Ornavasso - Boden
1.30km - 230m disl - 0.40 h

Storia e luoghi di interesse

Ornavasso, Urnafasch in Walser e Urnavass in dialetto locale, con la frazione Migiandone, è un insediamento Walser di 3400 abitanti in Val d’Ossola (Piemonte, provincia VCO). Ornavasso è la più singolare colonia tedesca a sud delle Alpi (l’unica colonia Walser d’Europa alpina al di sotto dei 1000m), fondata dai Walser, provenienti dal Sempione e da Naters (CH, Canton Vallese), a fine del XIII secolo. Il suo territorio è compreso in una fascia altitudinale tra i 217 m , della pianura percorsa dal fiume Toce, e i 2131 m, della Cima dell’ Eyehorn, la vetta più elevata della “montagna dei Twergi” (la montagna dei nani benevoli secondo un’antica tradizione locale). Per la sua posizione geografica, Ornavasso, è la terra di confine tra due grandi ambienti: il paesaggio dolce e riposante dei grandi laghi (Lago Maggiore, Lago di Mergozzo e Lago d’Orta) e le Grandi Alpi scintillanti di ghiacci. Proprio dalla vetta dell’ Eyehorn (o da quella vicina del Mt. Massone) lo sguardo spazia con visione circolare dal Monte Rosa (la seconda montagna d’Europa) ai paesi della Val d’Ossola, dai monti della Val Grande (il Parco Nazionale che tutela l’area selvaggia più grande d’Italia) alle isole del Golfo Borromeo del Lago Maggiore. Il territorio di Ornavasso è formato da due ambienti distinti: la valle montuosa percorsa dal torrente San Carlo e la pianura della Toce. La valle dello Stagalo (San Carlo) ospitava un tempo 40 alpeggi circa che venivano caricati in estate e autunno per la transumanza del bestiame; oggi, la maggior parte di questi alpeggi sono stati recuperati come residenze estive. La piana e i monti di Ornavasso furono abitati già in età antica (insediamenti documentati dalle necropoli di San Bernardo), ma lo sviluppo urbano ha avuto origine con la colonizzazione Walser che ha modellato il territorio dissodando la campagna e aprendo radure nella foresta montana. Il tradizionale paesaggio rurale si è trasformato senza tuttavia provocare offese all’ambiente; campagna e montagna offrono un sistema di infrastrutture dolci che permettono un’elevata qualità di vita; un’intensa vita associativa rende pulsante la dimensione comunitaria e un radicato tessuto di arte e cultura permette ad ospiti e residenti di stabilire un ponte tra presente e futuro. Il 23 Aprile 2007, Ornavasso, venne insignita della medaglia d’Argento al Merito Civile per il suo ruolo fondamentale, spinto dagli ideali di libertà e democrazia, nella liberazione dell’Italia dalle truppe Nazifasciste durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Il santuario del Boden è uno dei tre celebri santuari mariani dell’Ossola: i santuari di Re (Valle Vigezzo) e, oltre al Boden, la Madonna della Vita a Mozzio (Valle Antigorio). Suggestivo nella sua collocazione, affondato nel verde, circondato da case di abitazione e da un ristorante (l’ Antica Trattoria del Boden), il santuario è preceduto da una Via Crucis che affianca la strada che collega il centro paese al santuario. Al centro del piazzale del Boden, troviamo una fontanella realizzata nel 1899 per dissetare i devoti. La tradizione dice che, il 7 dicembre 1528, la pastorella Maria Della Torre, smarrita la strada, sorpresa dalla notte, perdute le pecore, in procinto di cadere in un burrone, fu guidata in salvo da una luce sovrannaturale che circondava l’apparizione della Madonna. In quel posto venne eretto il santuario, dedicato alla Natività di Maria, a partire dal 1530, due anni dopo il miracoloso evento. Ampliamenti, abbellimenti, rifacimenti hanno portato la prima cappella al complesso odierno, meta di pellegrinaggi ed oggetto di devozione, come è provato dai numerosi ex voto (conservati nel museo degli ex voto posto all’interno del santuario e visitabile) che si sono accumulati al Boden. Oggi ne risultano censite 1147 e la più antica risale al 1707. Le scene raffigurate rifletto un’estesa varietà di casi da cui sono usciti indenni i miracolati che hanno lasciato traccia della loro riconoscenza nei quadretti votivi.

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La chiesa parrocchiale venne edificata fra il 1542 e il 1587, probabilmente in ampliamento ad una preesistente costruzione. E’ dedicata a San Nicola, protettore di Ornavasso, che si festeggia il 6 dicembre; il culto di San Nicola viene fatto risalire all’epoca delle crociate in Terrasanta. La parrocchiale è alta rispetto all’abitato, perché lassù era il centro del paese (con il castello, la casa comunale e la piazza) al sicuro da furfanti, dai venti e dagli straripamenti del torrente che spesso distrusse l’abitato. La chiesa, elegante e preziosa all’interno, ha una facciata rinascimentale in marmo locale con singolari striature marroni; il campanile supera i 60m e venne costruito dal 1604.

 

 

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Il Museo Parrocchiale raccoglie prestigiose opere d’arte un tempo sparse nelle chiese del paese. Fra le opere troviamo una statua lignea di S.Antonio Abate (XIV sec) un tempo conservata nella cappelletta alpestre di Casalecchio, primitivo insediamento Walser di Ornavasso. Di particolare rilievo è il gruppo del “Compianto di Cristo Morto” del 1612, formato da otto statue in legno di pioppo dipinte e indorate che rappresentano Gesù Cristo, la Madonna, Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea, S.Giovanni Apostolo, la Maddalena e le due Marie. Fra i tanti dipinti il museo espone cinque quadri raffiguranti S.Pietro e i quattro Evangelisti un tempo collocati nel santuario della Guardia. La biblioteca storica annessa al museo offre opere, dal XVI al XIX sec., generalmente di teologia, provenienti dalla biblioteca privata di don Giovanni Battista Cracchi, parroco di Ornavasso dal 1849 al 1903. L’archivio storico parrocchiale, modernamente ordinato, conserva importanti documenti sulla storia di Ornavasso, fra cui l’originale a stampa degli Statuti del 1575.

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Il Santuario della Madonna della Guardia, ha preso il nome dalla vicina torre del Barbavara, appunto di segnalazione o di guardia. Il santuario è dedicato all’ Immacolata concezione di Maria Vergine ed è definito il più bell’esempio di architettura barocca nell’Ossola. La prima pietra venne posata nel 1674 e venne completato nel 1772.

 

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La Linea Cadorna, pensata e fatta costruire dal Generale Cadorna durante la Grande Guerra, è un sistema di mulattiere, trincee che, con il Forte di Bara, costituisce uno straordinario museo a cielo aperto dove leggere una pagina intensa e tragica della storia del ‘900. A partire dal 1983 l’impegno generoso del Gruppo Alpini di Ornavasso ha permesso il recupero di questo straordinario complesso e la sua valorizzazione.

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Il marmo di Ornavasso, già utilizzato in età antica, acquistò importanza dalla fine del XIV sec. per la costruzione del Duomo di Milano e di altri monumenti lombardi. La cava del “casino” fu attiva nella prima metà del ‘900; una galleria lunga 192m permette l’accesso ad una grande sala finale alta 16m nella quale è messo a vivo il filone di marmo rosa che costituisce la continuazione di quello di Candoglia, sul versante opposto della Valle della Toce. La cava è visitabile e viene utilizzata sia come spazio didattico/museale, sia come luogo per eventi ed esibizioni. A partire dal mese di novembre, fino al mese di dicembre/gennaio, la cava, ospita l’evento, famoso anche in ambito europeo, invernale della “Grotta di Babbo Natale”

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Il Santuario della Madonna di Oropa di Migiandone è un santuario mariano, dedicato alla Madonna Nera, situato a Ornavasso nella frazione Migiandone.
La tradizione locale racconta che Gaspare Bessero (1769 – 1861), cercatore d’oro in Valle Anzasca devoto alla Madonna di Oropa, fece voto di costruire un santuario se la Madonna l’avesse aiutato nella ricerca di un filone d’oro perduto. In ringraziamento per il ritrovamento, nel giugno 1819, Bessero fece domanda per la costruzione del santuario al vescovo di Novara, il cardinale Giuseppe Morozzo, ricevendo una immediata risposta positiva. I lavori di costruzione iniziarono nell’agosto del 1819 e terminarono nel luglio del 1820. Il 10 luglio 1820 ci fu la visita pastorale del vescovo Morozzo che nell’occasione benedisse la statua della Madonna sull’altare maggiore. L’ultima domenica di agosto del 1820 venne celebrata la prima messa, officiata dal parroco di Ornavasso don Carlo Jonghi. Da allora l’ultima domenica di agosto è rimasta come ricorrenza per la festa del Santuario.