San Maurizio d'Opaglio

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Sentiero degli Scalpellini
4.00km - 270m disl - 1.10h
Briallo - Pianelli
2.00km - 60m disl - 0.35 h
Lungolago San Maurizio
4.70km - -50m disl - 1.10 h

Storia e luoghi di interesse

Pochissimo si sa sulla preistoria riguardante San Maurizio d’Opaglio, per il quale ci si deve accontentare di segnalazioni confuse, non documentate. In località Pianelli, subito dopo la seconda guerra mondiale, durante i lavori per la costruzione di una casa fu trovata una tomba posta sotto un lastrone di pietra. La presenza di una svastica su uno dei vasi “dipinti di nero” indusse gli scopritori a distruggere il materiale. Tale sepoltura potrebbe essere databile all’età del Ferro. Qualche passo avanti è stato compiuto negli ultimi tempi, grazie alla collaborazione dei privati e all’opera di censimento condotta dal Gruppo Archeologico “Pagus”.
In particolare si è giunti all’individuazione di due interessanti rocce incise. La prima, scoperta nel 1995 nelle vicinanze del cimitero di San Maurizio d’Opaglio inserita in un muro di recinzione a secco, riporta un’incisione eseguita con uno strumento metallico. All’interno di un ottagono sono state tracciate linee verticali, orizzontali e oblique a formare cinque quadrati disposti a croce, ciascuno dei quali è suddiviso ulteriormente dalle due diagonali e dalle due perpendicolari ai lati, a formare un motivo a “bandiera inglese”. La figura del quadrato suddiviso dalle diagonali e dalle perpendicolari sembra riportare all’età romana, al gioco conosciuto come “tria” e descritto da Ovidio e Isidoro di Siviglia.

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Museodelrubinetto.it

La mostra permanente “L’uomo e l’acqua”, nucleo del futuro Museo del Rubinetto e della sua Tecnologia, affronta un argomento affascinante: il sofferto rapporto dell’uomo con l’acqua.
Il percorso proposto dall’esposizione ripercorre il cammino dell’umanità guardandolo da un insolito punto di vista: la storia dell’igiene e delle innovazioni tecnologiche (di cui rubinetti e valvole costituiscono i componenti fondamentali) che hanno permesso di dominare l’elemento liquido, trasformando la cura del corpo da pratica elitaria a fenomeno di massa.
Molteplici sono i possibili usi dell’acqua, ma la mostra si sofferma in particolare sull’utilizzo domestico: l’impiego per alimentazione, l’igiene personale, il lavaggio di suppellettili e indumenti e lo smaltimento dei rifiuti.

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Si affaccia sulla estrema insenatura del lago d’Orla ai confini di Gozzano.
Nonostante il nuovo volto che l’evoluzione industriale ha dato al paese e a tutte le frazioni, l’attento osservatore riscopre le tipiche case antiche tra cui la settecentesca casa padronale Lera-Filippini che ospitò Eugenio Pacelli divenuto papa Pio XII; la settecentesca villa Vandoni, assai significativa, si compone di un corpo di fabbrica anch’esso compatto, che presenta tre piani con aperture sormontate da stucchi con volute ed elementi floreali, con a fianco la ristrutturata “casa del cappellano”.
La chiesetta, oratorio dedicato alla Madonna delle Grazie, richiama l’attenzione per la sua facciata arricchita da fastigio, per l’abside semicircolare e per la volta a cupola ottagonale ellittica.
All’altare è posta una pala rappresentante la Madonna col Bambino, inserita in una splendida cornice lignea barocca intagliata con foglie, putti e angeli.

Street view

Ha i caratteri di un insediamento montano, sostenuto da un’economia prevalentemente silvopastorale. L’abitato è infatti sito nel retroterra lacustre, a quasi cinquecento metri di altitudine e ai margini della catena montuosa che, scendendo direttamente dal massiccio del Monte Rosa, separa il bacino del Cusio dalla Valsesia.
Dal villaggio si dipartiva il sentiero che conduceva agli alpeggi e ai boschi di castagni della comunità di San Maurizio, detti “del Campello”, proseguendo poi alla volta della Valsesia. L’abitato di Briallo si presenta ancora oggi molto compatto e con numerose testimonianze architettoniche relative al suo passato. Sulla piazza si affaccia l’oratorio dedicato a Sant’Antonio da Padova e a Sant’Antonio abate.